Dall’ottobre 1943 fino al maggio 1945, nel rione periferico triestino di San Sabba nel quartiere Valmaura, il complesso in disuso adibito in precedenza alla pilatura del riso fu convertito in un lager. Dal 1949 al 1965 la Risiera fu riadattata per essere utilizzata come campo per gli esuli istriani e dalmati mentre nel 1966 fu bandito un concorso per la sua trasformazione in un museo relativo alla Resistenza prevedente sia un allestimento di cimeli e pannelli, sia la ristrutturazione e valorizzazione del complesso in sé. Furono costruite due mura cementizie alte 11 metri ai due lati della via d’ingresso all’edificio, al fine di fornire un senso di angoscia e oppressione al visitatore, ristrutturate fedelmente le celle e fu svuotato l’edificio destinato agli ebrei (quindi ai detenuti in transito), di cui furono lasciate a vista le possenti strutture lignee portanti. Nel sito che aveva ospitato il forno crematorio, nel cortile interno, furono installate lastre di metallo per ricalcarne l’impronta del forno in sé e della ciminiera, al cui posto fu costruita una simbolica Pietà in lastre di metallo. Fu poi costruito un alto muro a delimitare il cortile e a isolare il complesso dal resto del contesto urbano del quartiere periferico di Valmaura. La ristrutturazione durò dal 1966 al 1975.
Riferimenti
- https://risierasansabba.it/
- https://deportati.it/lager/risiera/risierasansabba/
- https://www.discover-trieste.it/vivi/arte-e-cultura/musei/risiera-di-san-sabba-monumento-nazionale
- T. Matta, La Risiera di San Sabba, in Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia, Un percorso tra le violenze del Novecento nella provincia di Trieste, IRSML FVG, Trieste 2007.
- T. Matta, Il lager di San Sabba. Dall’occupazione nazista al processo di Trieste, Battello Stampatore, Trieste 2023.
- M. Mucci, La Risiera di San Sabba. Un’architettura per la memoria, LEG, Gorizia 1999.

