Skip to content Skip to footer

Seconda Guerra Mondiale

La monumentalizzazione della Seconda Guerra Mondiale nella Venezia Giulia riguardò specialmente i partigiani (nel caso jugoslavo, inquadrati nel NOB, Narodnoosvobodilnega Boja ovvero Movimento di liberazione nazionale), “glorificati” in quanto ritenuti eroi che avevano contribuito a sconfiggere il nazifascismo e – nei territori passati sotto controllo jugoslavo – a gettare le basi per permettere la costruzione dello Stato socialista. In loro memoria sono stati costruiti monumenti di minore entità quali cippi, are, statue, piramidi, colonne ma anche tempietti e complessi architettonici in stile astratto e brutalista, presenti pressoché in ogni centro abitato (che sia una città o un borgo) della regione, tanto sul Carso triestino e goriziano quanto in Slovenia e in Istria, dove sono noti come spomenik (ovvero “monumento”). In questo caso, mancano sacrari e ossari di notevoli dimensioni come quelli di Redipuglia, Oslavia e Caporetto ma allo stesso tempo sono presenti siti memoriali in memoria delle vittime del nazifascismo quali la Risiera di San Sabba a Trieste e l’Ara Pacis di Medea (Gorizia) ma anche della repressione titina, nel caso del monumento nazionale della Foiba di Basovizza (Trieste).

Anche in questo caso la committenza fu plurima: il governo jugoslavo, le associazioni partigiane ovvero l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) e le equivalenti d’oltreconfine quali la ZZB NOV (Zveza Združenj Borcev za Narodnoosvobodilne vojne Slovenije, Unione delle associazioni di combattenti per la guerra di liberazione popolare della Repubblica socialista di Slovenia) e la SUBNOR (Savez Udruženja Boraca Narodnoslobodilačkog Rata, Unione delle associazioni dei combattenti della guerra di liberazione popolare), che commissionarono gran parte dei monumenti insieme a circoli culturali e amministrazioni comunali.

Un censimento di tutti questi monumenti è stato effettuato dalla ZZB e si è concretizzato in un database (Partizanstvo na zemljevidu), prodotto da studiosi volontari coordinati da professionisti come Miran Hladnik (già docente di Storia della letteratura slovena all’Università di Lubiana), relativo non soltanto a quelli presenti in Slovenia, ma anche al patrimonio italiano e (seppur parzialmente) dell’Istria croata. Contestualmente, anche la Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi di Trieste (Narodna in Študijska Knjižnica) ha prodotto un database, inerente però agli spomenik presenti nelle province di Trieste e Gorizia e nelle Valli del Natisone (la cosiddetta Benečija o Slavia veneta, nell’estremità orientale della provincia di Udine, che non rientrano in questo database per motivi geografiche). Ultime – ma non per importanza – le mappature effettuate dalla sezione ANPI di Gorizia (relativamente a quanto presente in quella provincia), e da uno studioso indipendente, Donald Niebyl, che si è concentrato sui più significativi degli spomenik presenti nell’ex Jugoslavia producendo un libro e un database (vedasi Per approfondire).

Tutti i monumenti della Seconda Guerra Mondiale
Trieste e Carso

41 monumenti
Clicca per scoprirli tutti

Valle dell'Isonzo

44 monumenti
Clicca per scoprirli tutti

Istria

49 monumenti
Clicca per scoprirli tutti

Tutti i monumenti della Seconda Guerra Mondiale