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Fogliano Redipuglia (Italia): Colle Sant’Elia

1921

Nel 1921, sul Colle di Sant’Elia (Quota 48) fu il Cimitero degli Invitti della III Armata, che inizialmente doveva essere realizzato sotto forma di ossario ipogeo. Ciò non avvenne e si decise di tumulare 30.000 salme direttamente nel terreno (suddiviso in sette settori di cui quello sommitale riservato agli ufficiali) lungo i pendii del colle, su una superficie di 96.000 m2 delimitata da un recinto lungo un chilometro e mezzo. Sulla sommità del monte fu creata una cappella sulla cui architrave fu installata la scritta (a grandi lettere bronzee) “Agli Invitti della Terza Armata la Patria”. Sulla sua cima fu posto un obelisco, alto 18 metri, al centro di un piazzale di 1800 metri quadrati. Quattro croci di cristalli rossi illuminati di notte furono installate sulla parte alta dell’obelisco, una per lato, mentre sulla sommità fu posto un faro elettrico a forma di fiamma.
Nel corso degli anni Venti, dato che tale cimitero si stava deteriorando per la scarsa manutenzione, anche su impulso di Mussolini (che lo giudicò poco monumentale) si decise di trasformare completamente l’area monumentale creando un sacrario ex novo. La sua costruzione (sulla Quota 89, prospiciente al Colle Sant’Elia) fu parte di un progetto architettonico ambizioso comprendente, su scala nazionale, quaranta siti (tra cimiteri monumentali, sacrari e cimiteri civili) presenti nei vari luoghi di battaglia. Redipuglia fu il fiore all’occhiello di questo disegno commemorativo e propagandistico allo stesso tempo. Sotto la direzione dell’architetto Giovanni Greppi e lo scultore Giannino Castiglioni (gli stessi che lavorarono a Caporetto e che avevano realizzato il sacrario del Monte Grappa in Veneto), supervisionati dal generale Ugo Cei, succeduto l’11 dicembre 1935 a Faracovi come commissario generale straordinario per le onoranze ai caduti in guerra, avvennero i lavori volti a costruire il sacrario di Redipuglia.

Riferimenti

  • G. Dato, Lineamenti storiografici, memorie pubbliche e miti all’origine del Sacrario di Redipuglia. La fondazione di un tempio della nazione, in “Acta Histriae”, 3, 2014, pp. 695-714.
  • L. Fabi, Redipuglia. Storia, memoria, arte e mito di un monumento che parla di pace, Lint, San Dorligo della Valle 2005, pp. 18-21, 25.
  •  A.M. Fiore, La monumentalizzazione dei luoghi teatro della Grande Guerra: il sacrario di Redipuglia di Giovanni Greppi e Giannino Castiglioni, in “Annali di architettura”, 15, 2003, pp. 233-247: 235, 239.
  • M. Mantini, Viaggio nell’Ade Carsica. Il Cimitero degli Invitti della Terza Armata sul colle S. Elia, Gaspari, Udine 2023, pp. 30-32.
  • P. Nicoloso, Edificare ossari per costruire una memoria della Grande Guerra, in L. Cadeddu et al. (a cura di), La religione civile di un popolo. Carso, Redipuglia, Oslavia, il Cimitero degli Eroi di Aquileia, Gaspari, Udine 2020, pp. 16-17.
  • F. Todero, Le metamorfosi della memoria. La Grande Guerra tra modernità e tradizione, Del Bianco, Udine 2002, pp. 66-67.
  • D. Pisani, “Le schiere serrate degli invitti eroi”. Sui tardi sacrari fascisti della Grande Guerra, in M.G. D’Amelio (a cura di), Per non dimenticare. Sacrari del Novecento, Palombi, Roma 2019, p. 46.
  • https://www.turismofvg.it/colle-sant-elia-di-redipuglia