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Fogliano Redipuglia (Italia): Sacrario

1938

Realizzato sulle pendici del Monte Sei Busi, fu inaugurato il 19 settembre 1938 dopo dieci anni di lavori per ospitare i resti di 100.187 soldati caduti nelle zone circostanti. La struttura (che appare come una gigantesca gradinata culminante con tre croci che richiamano il Monte Golgota) è composta da tre livelli. Appena giunti, si percorre la “Via Eroica”, ovvero un sentiero lastricato in pietra delimitato da 38 targhe in bronzo che indicano i nomi delle località carsiche contese durante il conflitto. Al termine del percorso, prima del terzo livello (la scalinata vera e propria), si giunge di fronte a una grande lastra su cui è scolpita una frase del duca d’Aosta: “O morti gloriosi d’Italia da questo cimitero degli Invitti che è sintesi immortale dei sacrifici e della gloria della patria emana una luce come di baleno che sarà il faro d’Italia”. Segue la tomba monumentale del duca (posta in posizione prominente in quanto comandante della III Armata), posizionata su un piedistallo formato da cinque livelli, alla cui base è scolpita la frase “In mezzo agli eroi della Terza Armata sarò con essi vigile e sicura scolta alle frontiere d’Italia al cospetto di quel Carso che vide epiche gesta ed innumeri sacrifici vicino a quel mare che accolse le salme dei marinai d’Italia”. Immediatamente dopo ci sono, affiancate e poste su piedistalli formati da due livelli, le tombe (altrettanto austere) di cinque ufficiali: il generale di corpo d’armata Antonio Chinotto, il brigadiere generale Tommaso Monti, il tenente generale Giuseppe Paolini, il tenente generale Giovanni Prelli e il maggiore generale Fulvio Riccieri. Infine si elevano i 22 gradoni che, in ordine alfabetico, custodiscono le spoglie dei 39.867 soldati identificati. Arrivati al termine della scalinata e dei gradoni, due grandi tombe coperte da lastre di bronzo custodiscono i resti di 60.330 soldati ignoti. Sui 22 gradoni che compongono l’ossario sono scritti i nomi dei caduti noti, sovrastati dalla scritta “Presente” (risposta all’appello pronunciato dagli ufficiali) che compare 8.000 volte.

Prima Guerra Mondiale

Riferimenti

  • E. Bologna, E. Pederzolli, Guida ai Sacrari della Grande Guerra da Redipuglia a Bligny. 19 itinerari lungo il fronte italiano, prefazione di Giuseppe Severini, Gaspari, Udine 2010, pp. 115, 118. 
  • G.Dato, Lineamenti storiografici, memorie pubbliche e miti all’origine del Sacrario di Redipuglia. La fondazione di un tempio della nazione, in “Acta Histriae”, 3, 2014, pp. 695-714: 704.
  • G. Dato, Redipuglia: il Sacrario e la memoria della Grande guerra. 1938-1993, Irsml FVG, Trieste 2014.
  • P. Dogliani, Redipuglia, in Mario Isnenghi (a cura di), I luoghi della memoria. Simboli e miti dell’Italia unita, Laterza, Roma-Bari 1996
  • L. Fabi, Redipuglia. Storia, memoria, arte e mito di un monumento che parla di pace, Lint, San Dorligo della Valle 2005, pp. 18-21, 25.
  • A.M. Fiore, La monumentalizzazione dei luoghi teatro della Grande Guerra: il sacrario di Redipuglia di Giovanni Greppi e Giannino Castiglioni, in “Annali di architettura”, 15, 2003, pp. 233-247.
  • A.M. Fiore, Il sacrario di Redipuglia di Greppi e Castiglioni, 1936-1938, in P. Nicoloso (a cura di), Le pietre della memoria. Monumenti sul confine orientale, Gaspari, Udine 2015, pp. 133-148.
  • A. Indrigo, Il sacrario di Redipuglia (Gorizia). Paradigma del rapporto tra architettura e paesaggio, in F. Canali (a cura di), Monumenta Honoraria. Monumenti per la celebrazione, numero monografico del “Bollettino SSF”, 28-29, 2019-2020, pp. 166-174.
  • T. Koren, The Walk of Peace from the Alps to the Adriatic. A Guide along the Isonzo Front, Ustanova Fundacija Poti miru v Posočju, Kobarid 2015, pp. 169-181.
  • P. Valle, “La terra resti terra, il monte resti monte”: sacrari militari come percorsi ambientali, in Architettura della memoria e paesaggio. Sacrari di guerra come interventi ambientali. Monte Grappa, Redipuglia, Caporetto, Pocol, Libria, Melfi 2020, pp. 22-30.
  • https://www.turismofvg.it/sacrario-di-redipuglia