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Trieste (Italia): Faro della Vittoria

1926

Un’altra opera costruita per commemorare la Prima Guerra Mondiale a Trieste è il Faro della Vittoria. Alto 70 metri (il che lo rese il più alto dell’Adriatico e all’epoca il secondo più alto del mondo dopo quello della Statua della Libertà di New York), fu progettato dall’architetto triestino Arduino Berlam seguendo la bozza preparata dallo scultore Giovanni Mayer per celebrare la vittoria dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale; non a caso fu inaugurato in occasione del dodicesimo anniversario dell’ingresso del Regno sabaudo nel conflitto alla presenza di Vittorio Emanuele III. Si tratta di un’opera costruita tra il 1923 e il 1927 e sovrastata da una statua raffigurante la Vittoria alata, con alla base un gruppo di bronzo fuso da cannoni conquistati all’esercito austro-ungarico. La sezione triestina della Lega Navale sponsorizzò il progetto, ideato nel novembre 1919 e approvato dal Ministero dei Lavori Pubblici l’8 novembre 1921. Inizialmente si pensò di dedicarlo a Sauro, ma nel 1925 la proposta (seppur supportata da un comitato cittadino apposito) fu accantonata e si decise di dedicarlo ai caduti sul mare della Prima Guerra Mondiale. L’idea partì dall’ammiraglio Paolo Thaon di Revel, capo di stato maggiore della Marina durante il conflitto e poi titolare del corrispettivo ministero. Egli decise a tal fine di donare al comitato del Faro l’ancora dell’Audace, il cacciatorpediniere che aveva attraccato al molo (poi rinominato per l’appunto Audace) nel tardo pomeriggio del 3 novembre 1918. Unitamente all’ancora, fu donata la relativa catena e due proiettili da 305 mm della corazzata austroungarica Viribus Unitis, affondata dalla flotta italiana nella base di Pola il 1° novembre 1918. La consegna avvenne durante una cerimonia solenne il 3 febbraio 1924 mentre l’opera fu terminata il 28 febbraio 1926.

Riferimenti